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Capri e caproni. A proposito di sinistre riforme

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  Capro capro capro! Merito di un intervento come quello di Simone Giusti su Insegnare , a proposito del capro espiatorio pedagogico ( https://www.insegnareonline.com/rivista/opinioni-confronto/capro-espiatorio-pedagogico ) , contributo ripreso variamente sui social, è indubbiamente quello di allargare il campo dell'analisi, del passato e del presente, sulle presunte responsabilità attribuibili a questa o quella parte della cultura pedagogica, progressista e no, istituzionale e no. La questione dell'idea di scuola cui fare riferimento è prima di tutto, io credevo e continuo a credere, di natura culturale. Di una cultura che, è doloroso ammetterlo, anche per me stesso, non ha saputo o voluto fare i conti, coraggiosamente, con un mondo che stava cambiando, anzi che era già cambiato e aveva già iniziato a presentare, in forme inusitate, la sua 'nota spese'; penso, per capirci e capirmi, alla prima fase del Berlusconi politico. Che, non è un caso, viene, per quanto ci rigu...

Trump e l'effetto phishing nella comunicazione politica

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Alla ricerca di salutare distrazione ho dedicato un po' di tempo a ragionare, assieme al mio maggiordomo, oggi con casacca ChatGPT, di quello che abbiamo chiamato “effetto phishing” nella comunicazione politica: un fenomeno di cui Donald Trump è un caso mostruosamente emblematico, ma ahimé non unico. Nel corso di quest'esercizio di stile abbiamo fatto riferimento alla tetrade di Marshall McLuhan, alla quale mi sono abituato a chiedere aiuto le innumerevoli volte che oppongo un rifiuto a chi mi chiede, in presenza di novità tecnico/tecnologica (l'IA major, ad esempio, o anche le innumerevoli IA minor che sorgono ogni minuto nel mercato scolastico), quali ne siano i pericoli e quali (ammesso che ci siano) i vantaggi. Fatto è che il mondo, comprese le novità che porta, non è leggibile in due soli colori. Dunque, utilizziamone almeno quattro! Qui di seguito riporto l'esito del nostro percorso pomeridiano: provvisorio, lo si sappia, come tutto nella vita delle intelligenze....

Un laboratorio per le generazioni di complessità

Tre anni fa ho partecipato ad un convegno su 'Antropocene e complessità'. Ora mi trovo a scrivere un pezzo sulle conseguenze che le considerazioni sviluppate allora possono avere sulle pratiche formative del presente, a livello universitario e in ambito pedagogico (in senso lato). Ne profitto per rinfrescare e aggiornare il quadro delle conoscenze di cui dispongo, relativamente all'area, anzi alle due aree in questione. Parto dalla presa d'atto di di non poter escludere, per questo impegno di elaborazione, come per altri che ho in programma, la problematica dell'intelligenza artificiale. Per ragioni sia di teoria, perché mi mette a contatto con un livello di sapere collettivo e connettivo che altrimenti non saprei come e dove individuare, sia di pratica, perché, anche se non voglio ricorrere al suo aiuto, lei, che ormai sta dentro di me, come dentro a noi tutti, agisce e influisce su quel che penso, sono, faccio. Volendo muovere le mie pedine, ossia i concetti con c...